venerdì 4 novembre 2011

Cep, la rivolta per quei campini che non arrivano...

Sono trascorsi più di quattro mesi dalla demolizione degli storici campi da calcio nel quartiere Cep per fare spazio a nuove abitazioni. Le case sono quasi finite ma dei nuovi "campini" ancora nessuna notizia. Proteste degli abitanti: "Ridateci i nostri spazi". La risposta dell'assessore ai Lavori Pubblici, Andrea Serfogli: "Ritardi imputabili alle procedure di aggiudicazione della gara"

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"Ridateci i nostri spazi!" Suona così l'atmosfera in queste settimane al Cep, a oltre quattro mesi di ritardo nell'avvio dei lavori per i nuovi impianti sportivi. A premessa di questa atmosfera, la demolizione dei vecchi campini la scorsa primavera per far posto alla costruzione di nuovi alloggi di edilizia popolare. Ora però che le case sono quasi finite e i nuovi campi neppure cominciati, i cittadini del quartiere chiedono spiegazioni all'amministrazione comunale e celerità nei tempi.

"L'altra settimana - si apprende in una nota del comitato "Vecchio Cep" a firma di Roberto Cini, Paolo Seghedoni, Stefano Fiaschi, Denny Fiaschi, Giampiero "Capello" Acconci, Giuseppe "Pino" Seghedoni e Oliverio  Salvatore - un gruppo di giovani del quartiere CEP ha appeso uno striscione su cui compariva la scritta: 'Basta, ridateci i nostri spazi'. Evidentemente si alludeva non solo alla cronica mancanza di spazi aggregativi nel quartiere, ma alle promesse non mantenute della Giunta Comunale circa i nuovi impianti sportivi, che dovrebbero sorgere nella zona di Via Vecelio in luogo di quelli soppressi in Via Da Fabriano, per far posto a nuovi insediamenti abitativi".

"Come i cittadini ricorderanno - prosegue la nota - la questione fu oggetto di polemiche, dibattiti, riunioni animate, raccolte di firme con i quali la gente del quartiere chiedeva all'amministrazione di non privare il Cep dei suoi storici impianti sportivi, gli unici di proprietà pubblica. In occasione di una riunione all'uopo convocata dal CTP 2 assai prima della primavera, gli assessori competenti Cerri e Zambito rassicurarono la popolazione circa il fatto che il cantiere per le nuove case sarebbe stato avviato solo una volta ultimati i nuovi impianti".

"In una riunione successiva - si legge ancora - sempre presso il CTP 2, l'amministrazione si rimangiò la prima metà della sua promessa, venendo a chiedere ai cittadini la pazienza (che finora ne hanno già dimostrata anche troppa) di sopportare l'avvio dei lavori delle nuove case anche senza non tanto l'ultimazione, ma l'avvio dei lavori per i nuovi campi", e in quell'occasione, afferma il comitato, "fu fissata una data precisa per l'avvio dei lavori per i nuovi campi sportivi: 14 giugno".

Siamo al 18 di ottobre "e più di quattro mesi dopo, se da una parte le case sono quasi finite, in Via Vecelio non si vede nemmeno la recinzione del cantiere, nemmeno una pezza di cartello che avvisi dell'avvio dei lavori", si chiedono quindi: "Non è una promessa disattesa questa? Non è una presa in giro ai danni dei cittadini? Quei giovani hanno il nostro pieno sostegno, hanno ragione: ridateci i nostri spazi!" E chiudono con la secca richiesta di dimissioni di "Cerri, Filippeschi, Zambito per il bene della collettività".

La risposta del Comune alla denuncia sollevata è data dall'assessore ai Lavori Pubblici Andrea Serfogli, che ha ora la competenza della pratica e dice: "Ritardi imputabili alle procedure di aggiudicazione della gara", ovvero, l'appalto non è stato ancora affidato definitivamente.

"L'aggiudicazione provvisoria dei lavori risale a fine luglio - afferma Serfogli - ma durante la fase di verifiche sono emerse delle anomalie. Nello specifico non erano state comunicate sentenze su reati presenti nel casellario giudiziale da parte di un amministratore dell'impresa aggiudicataria, risultato poi cessato. L'ufficio gare sta valutando le controdeduzioni; credo che entro la prossima settimana si saprà se sono state ritenute soddisfacenti, e confermare quindi l'aggiudicazione, o se si intende procedere con il secondo in gara". L'assessore fa sapere infine che ci saranno ulteriori "35 giorni per eventuali impugnative, dopo di che i lavori potranno iniziare".

Un cavilloso e immediato "stop" ai lavori di cui i cittadini del Cep chiedono comunque conto, visto l'importante ruolo aggregativo che avevano i vecchi campini, ma anche le precise indicazioni sui tempi che erano state date e che sono state disattese. "Mi rendo conto che ci sia un disagio - replica Serfogli - purtroppo le gare vanno fatte in questo modo. C'è una folta giurisprudenza sull'obbligatorietà di dichiarazione delle sentenze e il dibattito è acceso sopratutto quando, come in questo caso, si ha a che fare con reati minori o commessi molti anni fa".
E conclude, ma senza fare previsioni sul calendario, "l'area è disponibile e pronta, una volta chiusa la gara i lavori partiranno".

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